Tutta colpa del Ciaccia
Metti una frase scritta da Mario Ciaccia in un articolo, metti due neofiti dell'off-road con tanta voglia di provarci e la nuova Africa Twin da provare in vista del viaggio nel Caucaso.... ed ecco una giornata trascorsa in off-road alla scoperta delle nostre colline così come non le avevamo mai viste
Dune d'erba

Dune d'erba è il nome dato da Mario Ciaccia ad uno dei migliori percorsi in moto da fare su sterrato. Incontrandolo ad EICMA, Francesco non ha resistito a chiedere maggiori informazioni e in realtà è ancora lì che aspetta le tracce GPS che chissà a chi saranno state spedite... Questo non ci ha impedito di cogliere l'invito e provare a costruire un percorso che magari non ricalcherà l'originale, ma che ci mostra un angolo meraviglioso di Toscana che avevamo sempre ammirato "lateralmente" dalla strada e che finalmente riusciamo a vivere dal suo interno.

Via delle colline e il teatro del silenzio

Partendo da Pontedera si percorre la SR439 fino al paese di Terricciola (se passate da queste parti nel primo week end di maggio non perdetevi il Festival della fragola e l'acquisto di una buona bottiglia di vino); poco oltre l'abitato, sulla sinistra, si stacca Via della Colline imperdibile strada sterrata che, dopo un primo tratto di pietre smosse e forti pendenze, regala i primi panorami sulle dune verdi con la vista che spazia fino a Volterra. La strada scende fino alla SP 14 e, dopo pochi km d'asfalto in direzione Miemo, si torna ad imboccare la sterrata che presenta il guado del fiume Era per poi proseguire verso Lajatico. Consigliamo una sosta nella piazza del Borgo anche solo per un caffè e osservare la placida vita degli abitanti del posto. Basta seguire le indicazioni per trovarsi di fronte al "Teatro del silenzio" il cui presidente onorario Andrea Bocelli, originario di Lajatico. Silenzioso 364 giorni all'anno, si anima per una sola serata fatta di musica ed emozioni.

La via delle balze e dei calanchi

Dal teatro parte un'agile sterrata che offre ampie vedute sulle colline di Volterra e che riporta sulla SR439. Si svolta a destra fino a passare Villaggio San Giovanni in Val d'Era per prendere poi il bivio sulla sinistra per l'agriturismo Serraspina. Da qui inizia la "via delle balze e dei calanchi",  facile strada bianca che sale verso Volterra arrivando nel centro delle famose balze, formazioni di sabbia, argilla e ghiaia stratificate, erose dagli agenti atmosferici. Il risultato è quello di trovarsi tra prati verdi, pareti verticali e piccoli laghi in un paesaggio bucolico dove greggi di pecore pascolano libere e i pastori ti scrutano da lontano domandandosi cosa ci fai da quelle parti. Su questo percorso ci imbattiamo in una delle sculture di Mauro Staccioli sparse sul territorio, un ovale che inquadra una bellissima porzione delle colline circostanti.

Salendo verso san gimignano

Tornati sulla SP15 si svolta a sinistra e si percorre in discesa un tratto di asfalto dove possiamo far scorrere via la moto in curve aperte scendendo fino a Molino d'Era, dove svoltando a destra si torna sulla SR 439 che sale di nuovo verso Volterra. Giunti a Prato d'Era si imbocca a sinistra la strada per Sensano - Ulignano che dopo pochi km torna ad essere sterrata. Si sale per tornanti in cui è obbligo fermarsi per ammirare la Val d'Era che abbiamo appena attraversato. Un cartello indica il percorso pedonale "Anello di Montenero" lungo 5 km che permette di visitare le cascate del torrente Strolla. Essendo a circa metà percorso chi vuole può fermarsi in uno dei tanti agriturismi immersi nella natura. Noi che abbiamo la fortuna di poterci arrivare in giornata ci concediamo il classico pranzo al sacco che accompagna spesso e volentieri i nostri motogiri. Salendo ancora verso Sensano percorriamo una delle strade bianche cipressate che contraddistinguono il territorio senese. L'asfalto della SP 62, che incrociamo poco dopo, si fa davvero divertente con sali e scendi ed S da percorrere lasciando scorrere via la moto.

costeggiando la riserva di calstelvecchio

Dopo aver girato a destra sulle SP 69 in direzione di San Gimignano, lasciamo di nuovo l'asfalto per seguire le indicazioni per Libbiano e la Riserva naturale di Calstelvecchio. La sterrata passa nel mezzo ad un bellissimo bosco e se siete fortunati, come lo siamo stati noi, avrete la possibilità di incontrare i caprioli correre liberi. Ci meravigliamo dell'esistenza di altri agriturismi così lontani dall'asfalto, mentre la strada inizia a presentare qualche difficoltà diventando molto ripida, sconnessa e ricca di tornanti stretti da percorrere lentamente specie in due. La fatica viene però ripagata dalla natura rigogliosa che ci accompagna fino a ritornare sulla strada provinciale nei pressi di San Donato. E' possibile visitare gratuitamente la riserva Castelvecchio  e il suo parco archeologico solo con una visita guidata dato che si tratta di un'area ancora soggetta a scavi. Dalla SP 47 guardando a sinistra è possibile scorgere il borgo di San Gimignano con le sue undici torri immerso nei vigneti che producono la rinomata Vernaccia.

IL pistino

La SP47 che collega San Gimignao a Castel San Gimignano, con i suoi 10 km circa, per noi e per molti altri motociclisti toscani, la strada asfaltata più divertente della Toscana tanto da meritarsi il soprannome di "Pistino". L'asfalto pressochè perfetto permette di disegnare traiettorie degne della moto GP, tanto che non è difficile incontrare qualche bikers con supersportiva che incigna gli slides della tuta. Noi testiamo per la prima volta la nostra Africa che regge bene il confronto con la tanto amata "ammiraglia" VFR V-TECH.
 

LA SR68

Giunti a Castel San Gimignano concedetevi una pausa al bar dei motociclisti per raffreddare gli animi dopo il pistino. Proseguite poi verso Volterra sulla SR 68 che taglia buona parte della Toscana centrale arrivando fino al mare. L'asfalto ogni anno cede un po' ma i paesaggi che regala questa strada sono incredibili. Non a caso anche qui troviamo un altro degli anelli di ferro che inquadra stavolta le colline metallifere verso la Val di Cecina. Nelle giornate più nitide si possono vedere da lontano i soffioni boraciferi di Larderello e il monte Amiata. D'obbligo visitare l'antica città etrusca di Volterra centrata sulla Piazza dei Priori e circondata dalle sue mura medioevali. Noi proseguiamo verso Saline di Volterra dove ritroviamo la SR439 in direzione di Pontedera.

montecatini val di cecina: il parco eolico e la rocca di pietracassia

Un'ultima deviazione dalla SR439 è la strada che sale a Montecatini Val di Cecina, borgo riconoscibile dal profilo della sua alta torre a pianta quadrata. Sorpassato l'abitato si seguono le indicazioni per il Museo delle miniere e si imbocca la strada non asfaltata che sale al parco eolico e lo attraversa seguendo il crinale della collina. Dopo circa 9 km si incontra la Rocca di Pietracassia. La strada che permette di tornare verso Lajatico è abbastanza impagnativa sia per la pendenza che per il fondo ricco di pietre smosse. Non è un caso che da queste parti si svolgano diverse competizioni di enduro.

Giunti a Lajatico ci ritroviamo sulla stessa panchina che ci aveva ospitato per il caffè mattutitno. Considerando che ci siamo allontanati al massimo 50 km da Pontedera, ci meravigliamo di quanto abbiamo da scoprire anche dietro casa nostra; certo per chi proviene da più lontano non mancano le opportunità di sostare una o più notti nei tanti posti citati, gustare pietanze e vino toscano e prendersela con tanta calma, come ci invoglia a fare questo territorio.