Porto dalla A alla Z
Riflessiva, struggente e nostalgica: Porto, la seconda città del Portogallo, è questo e anche un Patrimonio dell'Umanitá riconosciuto dall'Unesco. Il momento migliore per conoscerla? Quando la mattina è avvolta dalla nebbia o quando, al tramonto, si specchia nelle acque del suo fiume, il Douro, che si tinge di rosa

C’è una caratteristica che più delle altre rende le città lusitane uniche, la saudade, quel misto di malinconia languida e fascinosa, che ti prende e non ti lascia più. È la cifra distintiva di questo Paese il cui destino è il mare su cui si affaccia, che ha determinato la sua storia di viaggi e imprese pericolose. Porto non fa eccezione e, se possibile, concentra ai massimi livelli questa atmosfera sospesa fra nostalgia e anelito alla scoperta. Conservatrice e contemporanea allo stesso tempo, la seconda città più importante del Portogallo è rinata quando, negli anni 90, l’Unesco ha eletto il suo centro storico Patrimonio dell’Umanità, salvandola dalla decadenza. Da allora i suoi azulejos (mattonelle di ceramica dipinte di blu che ricoprono molti edifici), le sue straordinarie chiese barocche e i suoi inestricabili vicoli che, dalla collina, degradano fino al suo fiume, il Douro, hanno preso nuova vita. Forse il momento migliore per cogliere l’anima di Porto è la mattina presto, quando una nebbia fitta la avvolge, oppure quando si specchia nelle acque del suo fiume tinte del rosa del tramonto. Porto si visita a più livelli: alla Torre dos Clérigos (simbolo della città) lasciate la moto e salite sul tram 22 per uno slowtour d’altri tempi, poi scendete sul fiume e regalatevi una crociera fluviale lungo il Douro, che offre un insolito punto di vista sull’incredibile quartiere di Ribeira e sul Ponte Dom Luis I, costruito da un allievo dell’architetto della Torre Eiffel (stesso stile e grandiosità): queste visioni valgono il prezzo del biglietto (Cruseiro das 6 pontes - 10 euro per 50 minuti). Non potete, poi, perdervi il quartiere delle cantine con tanto di visita e degustazione del vino che ha il nome della città e per cui questa è conosciuta nel mondo. E, ancora, la Casa da Música, il Museo d’Arte Contemporanea, la libreria “Lello e Irmao” con la sua incredibile scala. Infine, potete decidere di raggiungere l’Oceano o lasciare la città per puntare verso l’interno e risalire la valle del Douro, promossa anch’essa Patrimonio dell’Umanità per i suoi scenografici vigneti terrazzati.

Azulejos

Di origine araba, come testimonia la parola dalla quale ebbero origine (al-zuleique), gli azulejos sono piastrelle di ceramica prima decorate e successivamente smaltate. Rappresentano l’ornamento tipico dell’architettura iberica e a Porto li troverete ovunque: nei giardini, nelle chiese, nei negozi, e per indicare i nomi delle vie. Alla stazione di São Bento potrete ammirare oltre 20.000 azulejos che raccontano la storia delle ferrovie e alcune importanti battaglie. Altro contesto degno di nota è la Chiesa do Carmo (rua do Carmo), con un lato esterno completamente ricoperto di azulejos che illustrano la fondazione dell’ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo.

Bolsa

Il Palazzo della Borsa, detto anche Palácio da Associação Comercial do Porto, fu realizzato dall’associazione dei commercianti di Porto (1842) con l’intento di ostentare la potenza commerciale del Portogallo agli occhi delle altre nazioni e dei loro rappresentanti. Le decorazioni interne sono frutto del magnifico lavoro di vari scultori, pittori e decoratori. La più importante e la più amata dai visitatori (noi compresi) è la sala araba, in stile neo-moresco e ispirata all’Alhambra di Granada. Le altre sale non sono da meno, come quella delle Nazioni, dove si possono ammirare gli stemmi dei Paesi con cui il Portogallo aveva importanti legami di amicizia e di commercio. www.palaciodabolsa.pt

Cattedrale Sé

Sulla sommità della collina che si affaccia sul Douro si trova il complesso fortificato del Sé: la cattedrale medioevale (costruita tra XII e XIII sec) è uno degli edifici più vecchi della città e un importante monumento romanico. Dalla piazza di fronte la chiesa (detta Terriero da Sé) si lasciano ammirare i quartieri bassi della città e il palazzo episcopale (Paço Episcopal, progettato da Nasoni). Al centro della piazza non passa inosservata l’antica gogna in stile manuelino dove venivano esposti e torturati i condannati.

Douro

Il Douro è il terzo fiume più lungo della penisola iberica (dopo il Tago e l’Ebro), con 897 km percorsi a cavallo tra Spagna e Portogallo. Il suo corso ha fortemente influenzato geografia e storia dell’area circostante, compreso lo sviluppo della città di Porto. Un tempo via preferenziale per il commercio del vino, è oggi una delle principali attività turistiche, che regala un inconsueto punto di vista ai suoi visitatori. 

Eiffel

Il nome di Gustave Eiffel (autore della torre parigina e della Statua della Libertà) è legato alla città di Porto attraverso uno dei suoi allievi che, dopo aver collaborato col maestro alla costruzione del Ponte Dona Maria, tra il 1881 e il 1886, progettò e realizzò il Ponte Dom Luis I (o Ponte do Infante), dedicato a Luigi di Braganza re del Portogallo. In origine entrambi i livelli erano adibiti al traffico veicolare, mentre oggi quello superiore è riservato alla metro e ai pedoni. Per chi non soffre di vertigini i suoi 170 m di altezza offrono una vista mozzafiato sul Rio Douro.

Francesinha

Considerato uno dei piatti tipici della città, lo troverete in molti locali: è un maxi sandwich dove due fette di pane - stile toast - racchiudono un ripieno pasticciato di prosciutto, salsiccia e carne, ricoperto da formaggio fresco fuso e inondato di una salsa cucinata con brodo di pesce, pomodoro e birra, spesso piccante e speziata. Il risultato è buono ma non leggerissimo.

Galao

Cercando una bevanda tipica ci siamo imbattuti nel Galão e nel Café Majestic: ricorda il nostro caffellatte, servito in un bicchiere di vetro alto con un quarto di caffè e tre quarti di latte schiumato. È ancora più buono se consumato in un ambiente elegante e ricco di storia come il Café Majestic, sulla centrale Rua de Santa Catarina. www.cafemajestic.com

Igreja da Ordem de S. Francisco

Il contrasto è forte tra l’esterno sobrio quasi anonimo della facciata gotica e l’interno barocco, opulento e sfarzoso. La chiesa di S. Francesco è ritenuta una delle più belle costruzioni religiose del Paese, tra le più decorate d’Europa. Al suo interno oltre 100 kg d’oro ricoprono ogni angolo e superficie con pregiate decorazioni... E pensare che è dedicata al santo famoso per il voto di povertà.

Jardim Museo de Serralves

18 ettari di parco facilmente raggiungibile in moto racchiudono una fondazione, un museo d’arte contemporanea, splendidi giardini, una villa Art Deco anni ‘30, un ristorante e una sala da tè. Particolarità architettonica del museo è la sua struttura minimalista (progetto di Alvaro Siza Vieira). Qui potrete visitare alcune esposizioni temporanee e una delle più importanti collezioni di opere contemporanee portoghesi e internazionali. L’occhio del motociclista resterà sicuramente catturato dalla curiosa installazione dell’artista messicano Damian Ortega che seziona una Vespa. www.serralves.pt

Koolhaas

Remment Koolhaas, per gli amici Rem, è l’architetto e urbanista olandese di fama internazionale che ha firmato l’ambizioso progetto del primo auditorium portoghese. L’imponente diamante di cemento bianco si affaccia sulla rotonda di Boavista con linee geometriche e, al tempo stesso, asimmetriche, che non passano inosservate. Al suo interno la sala concerti è progettata per ascoltare qualsiasi tipo di musica (classica o jazz, fado o elettronica, produzioni internazionali o progetti sperimentali). www.casadamusica.com

Libreria Lello e Irmao

Fondata nel 1869 col nome di Libraria Internacional de Ernesto Chardron e ribattezzata Libreria Lello a fine XIX sec., è considerata una delle librerie più belle al mondo (sito UNESCO). La sua struttura è un mix di architettura gotica e liberty capace di trasmettere un’atmosfera d’altri tempi, con enormi scaffalature di legno lavorato, una virtuosa scala centrale e un lucernaio decorato con tanto di monogramma del negozio e motto “Decus in labore”. Si racconta che alcune ambientazioni della saga di Harry Potter siano ispirate a questo incredibile luogo che inseriamo per evidenti meriti nelle visite da non perdere.

Mercado do Bolhao

Malgrado l’attuale crisi stia decimando il numero di banchi, il fascino del Mercato do Bolhao resiste nel tempo, genuino e fresco come i suoi prodotti e la sua gente. Si sviluppa su due piani sovrastati da una solida struttura di ferro in stile neoclassico. Visitarlo aiuta a comprendere le abitudini alimentari dei cittadini di Porto e all’ora di pranzo è perfetto per uno spuntino veloce.

Nicolau Nasoni

Sconosciuto in patria, all’estero Niccolò Nasoni divenne presto un famoso architetto barocco. Arrivato a Porto nel 1725, con il suo stile originale plasmò “il volto in cui una città si riconosce”, come scritto dal premio Nobel portoghese José Saramago in “Viaggio in Portogallo”. Scoprirete il suo stile in diverse opere, tra le più importanti spiccano il loggiato decorato di azulejos del Sé (cattedrale), e ll’Igreja dos Clérigos con il campanile divenuto simbolo della città.

Oceano (Pergola)

La Pergola da Foz è raggiungibile in moto seguendo il corso del Douro verso la foce. Costruita negli anni ‘30 è perfetta per una passeggiata al tramonto vista Oceano. Si racconta che la moglie del sindaco di Porto rimase talmente affascinata dalla pergola della Promenade des Anglais di Nizza che ne volle una nella sua città. 

Porto

Porto è la città del Porto, non è un gioco di parole ma il nome del fruttato vino liquoroso prodotto esclusivamente con uve provenienti dalla regione del Douro. Sulla sponda sinistra del fiume troverete molte cantine visitabili, come Taylor’s, una delle più antiche fondata nel 1692 da Job Bearsley. qui è possibile gustare tre tipologie diverse di Porto accompagnate da cioccolatini sapientemente abbinati. www.taylor.pt

Queima das Fitas

Ogni anno la seconda settimana di maggio si festeggia la queima das fitas, la festa degli studenti universitariche, dopo aver bruciato un pezzetto di stoffa (“queimar a fita”) del colore della propria facoltà, si concedono una settimana di svago e divertimenti prima dell’inizio degli esami finali dell’anno accademico. L’apice della festa si raggiunge il martedì con la parata di carri allegorici fatti dagli studenti stessi con fiori di carta colorati, dove solo agli studenti dell’ultimo anno è concesso salire. m

BMW R 1200 GS: MAXI-ENDURO SI NASCE

Porto è sicuramente una città che mette alla prova le doti di maneggevolezza e comfort di una moto e la endurona tedesca non ha deluso anche se dobbiamo dire che non ci siamo inoltrati nei vicoli più stretti. Grazie alle regolazioni della nuova sella - sia per il pilota che per il passeggero - la versione 2013 è più fruibile anche per chi non supera il 1,70 m di altezza. La nuova strumentazione è ben leggibile e completa di qualsiasi informazione si possa desiderare; i “riding mode”, che ormai vanno tanto di moda, intervengono senza indugi su ASC (controllo trazione) e sospensioni elettroniche a vantaggio di un’esperienza di guida piacevole, sia in circostanze urbane che extraurbane. I 15 CV in più si sentono tutti, soprattutto ai medi regimi e, all’occorrenza, rendono il boxer un motore docile o aggressivo.