Passaggio a North West
Lo spettacolo della gara su strada più famosa dopo il TT, è l'occasione per conoscere da vicino la patria di Joey Dunlop. cominciamo da Belfast e proseguiamo con il tunnel naturale di Dark Hedges e il "Selciato dei giganti"

Anche per quest’anno le città nordirlandesi di Portrush, Portstewart e Colerain vedranno i marshal chiudere le loro strade per dare vita al leggendario circuito della North West 200 (10-17 maggio 2014). L’evento, che si protrae per una settimana, può essere l’occasione per un viaggio alla scoperta dell’Irlanda del Nord percorrendo la costa da Belfast a Derry in un susseguirsi di scenari dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. In moto si può traghettare dalla Francia sull’Irlanda per risalire a nord fino a Belfast o fare un salto in Inghilterra e optare per la tratta Liverpool-Belfast. Nel bel mezzo dell’Irish Sea c’è poi l’Isola di Man dove, dal 26 maggio al 7 giugno, si svolge il mitico Tourist Trophy. In alternativa, c’è l’opzione “rent bike” volando su Dublino e affidandosi ai ragazzi di Celtic Rider che propongono un’ampia gamma di moto da turismo. Tornando alla North West 200, possiamo dire che è adrenalina allo stato puro. Per chi assiste per la prima volta, queste sfide possono apparire folli e sicuramente lo sono, ma non per gli abitanti dell’isola che venerano i piloti come eroi. Quando Robert Dunlop perse la vita durante le qualifiche della NW200, a soli due giorni dalla gara, il figlio Michael, che si era iscritto per la prima volta, malgrado il dolore per la scomparsa del padre, decise di onorare la sua memoria correndo lo stesso e il destino lo premiò con il podio più alto trasformando una tragedia in favola commovente. Alla stampa incredula a fine gara rispose: “Ho fatto quel che andava fatto”. Più che a una competizione assomiglia a una tradizione, tramandata di generazione in generazione, come nel caso della famiglia Dunlop.

BELFAST AL DI LÀ DEI MURI

Raggiunta Belfast, il tempo di posare le nostre borse e siamo davanti a una pinta di birra con il rugby in televisione, alcuni ragazzi che giocano a freccette e un chitarrista rock. È il pub il primo posto che viene voglia di visitare: tra le sue mura ci si ritrova per scaricare la fatica a fine giornata o, come nel nostro caso, a rilassare i muscoli dopo un lungo trasferimento in moto. Uscendo a fare due passi la città ci appare accogliente e conviviale ma, come saliamo in moto per visitare la periferia, tutto cambia. Le barriere che dividono la Belfast unionista e protestante da quella repubblicana e cattolica oggi sono aperte ma sono sempre lì e la popolazione le vede ancora come una presenza indispensabile per garantirsi tranquillità e sicurezza. Il sistema scolastico non agevola le classi miste e l’università e i club sportivi sono divisi per appartenenza religiosa cosicché i giovani provano l’integrazione solo una volta entrati nel mondo del lavoro, quando ormai il carattere è formato. Dal turismo arrivano segnali positivi, per esempio si può trovare nella guida alle attrazioni di Belfast la parata degli Orange (luglio): marcia unionista che prima del 1998 era sempre stata occasione di scontri sanguinari. Poi sono nati i “political tours” che illustrano i “muri di pace” che forse si possono considerare sintomi di un ritrovato equilibrio. Abbiamo guidato lungo l’International Wall nella cattolica Falls Road, poi ci siamo spostati nel quartiere protestante di Shankill Road e lungo Cupar Street: i murales sono un po’ ovunque, basta guardarsi attorno.

STRADE, PECORE E GIGANTI

Lasciamo Belfast e ci muoviamo verso l’interno dell’Irlanda del Nord, dove le strade attraversano praterie popolate da tante pecore, troppe pecore! Sparse qua e là come margherite. Il divertimento arriva lungo la costa, con scogliere a picco sul mare e traiettorie decisamente più dinamiche. Poi ci sono strade minori che invitano alla deviazione come quella per Torr, che dal paese di Chushendun ricalca fedelmente la costa fino a Ballycastle. Nel periodo della NW200 le ginestre in fiore aggiungono al paesaggio un tocco di giallo che rende luminose anche le giornate più grigie. Qui il sole non è una certezza ma un dono, capace di accendere i colori come non li avete mai visti. Lungo l’itinerario abbiamo selezionato alcune National Trust (luoghi d’interesse storico e naturale protetti dall’omonima organizzazione) che ritenevamo più suggestive di altre, come passeggiare nel vuoto a 20 metri di altezza sul ponte di corda sospeso tra la terra ferma e l’isolotto di Carrick-a-Rede, o imbattersi nel “The Dark Hedges”, una delle località più fotografate al mondo e svelata al turismo di massa soltanto una quindicina di anni fa. Per trovarla abbiamo dovuto chiedere indicazioni e la risposta è stata più che esaustiva: “Quando la Ballinlead Rd incontra la Breghag Rd ha inizio un tunnel naturale dove gli alberi intrecciano i propri rami creando uno scenario fantasy che vi lascerà sbigottiti”... Beh, avevano ragione! Il consiglio è di arrivarci all’alba o al tramonto per godere a pieno della sua atmosfera incantata. Tornando sulla costa, tra Bushmills e Portrush, raggiungiamo il castello di Dunluce a picco sul mare, affascinante nel suo essere decadente. Ma la regina di tutte le attrazioni è la Giant’s Causeway: migliaia di colonne basaltiche di forma esagonale creano un’ambientazione a dir poco straordinaria legata al gigante Finn McCool, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità (1986). Il Selciato del gigante è sicuramente uno dei luoghi da visitare almeno una volta nella vita.

IL TRIANGOLO DEI CAMPIONI

Nei giorni antecedenti la gara esiste un rituale non scritto di tappe che aiutano a entrare nello spirito della NW200 e che abbiamo appreso partecipando all’edizione 2013. Con noi migliaia di motociclisti hanno invaso pacificamente Balleymoney e con loro siamo entrati nel piccolo museo intitolato a Joey Dunlop e a tutti gli eroi della strada, emozionandoci di fronte a quelle imprese così assurde da divenire epiche. Poi è stata la volta del Joey Dunlop Memorial Garden per una foto ricordo a fianco del monumento in bronzo che ritrae “The King of Road” in sella alla sua Honda VTR (identico a quello che lo commemora sull’Isola di Man) e al suo incredibile palmares. Da qualche anno è presente anche un monumento al fratello Robert che sulla NW200 ha ottenuto ben 13 successi, due in più di Joey. Entrando in un supermercato della zona, poi, con grande stupore abbiamo trovato una serie infinita di moto colorate dai bambini delle scuole: questa sì che è una testimonianza di come la NW200 scorra nel sangue dei nordirlandesi, del resto le corse stradali fanno parte del loro folclore e qui i piloti vengono venerati come eroi. Fermandoci a parlare con un passante è scattato pure l’invito per un barbecue tra bikers, una serata indimenticabile a parlare di passione allo stato puro. Come quella che si respira passeggiando per i paddock e sulla pit-lane dove la tensione è positiva... Piloti, meccanici e visitatori fanno tutti parte di quel grande gioco che si chiama North West 200. Nel tardo pomeriggio, dopo che i marshals hanno chiuso al traffico il triangolo Portrush-Portstewart-Colerain, si assiste increduli alle qualifiche: spettacolo pazzesco! Le giornate si chiudono al Joey’s Bar con una birra in mano e gli occhi puntati sulle moto appese al soffitto, le fotografie di chi non c’è più e una bacheca con alcune tute stravissute. Prima di rientrare in albergo ci concediamo un lusso: salire in moto per un giro del circuito percorrendo quell’asfalto che ha visto così tante epiche imprese. Per godersi la gara vi consigliamo di aggiudicarvi uno di questi punti: York Corner, University Corner, Bally Sally Roundabout, Mother’s Chicane, Metropol, Church Corner, Metropole o Black Hill. Qui il pubblico numeroso si sistema come può, in sicurezza ma il più vicino possibile ai piloti per fargli sentire che sono di famiglia.

GIOCHI PER ADULTI

Un curioso volantino trovato in un pub è diventato protagonista dell’ultima parte del nostro itinerario. Sulla strada per Londonderry cercavamo la fattoria dei Foyle, nelle campagne vicino Limavadi, dove tra le varie attività proposte ai turisti c’è un parco divertimenti con tiro con l’arco, tiro al piattello, simulazione di combattimento laser... e se la fattoria non è più redditizia, un tosaerba può diventare il motore di una dune buggy e un campo inutilizzato può essere attrezzato a pista di hovercraft per scivolare dalla terra all’acqua su un cuscino d’aria a 65 Km/h, curvando in controsterzo con il peso del corpo.