Prima che sia Agnellotreffen
Prima di partire cerco di capire le motivazioni per andare ad un raduno invernale
Perchè?

Cosa mi ha spinto a decidere di partecipare ad un raduno invernale? Io sono piuttosto freddolosa. Certo i paesaggi innevati sono spettacolari, ma fino ad ora mi ero limitata a qualche gita, magari con le ciaspole per raggiungere un caldo rifugio, dove mangiare zuppe bollenti e polente fumanti, quindi ritorno a casa, in macchina. Camminando poi, ci si scalda subito, soprattutto chi, come me è, sempre, fuori allenamento. Mai niente di più lungo di una giornata e comunque con una modalità totalmente diversa.

E allora, cosa ci vado a fare all’Agnellotreffen?

A provare. Premetto che l’Elefantentreffen non mi attira per nulla, non solo per il lungo viaggio, ma proprio perchè è troppo frequentato, 5.000 persone? Credo che in diverse parti del mondo ci piglierebbero per pazzi a raccontare che noi europei, ormai esageramente viziati e riscaldati e nutriti, per sentirci dei veri uomini (e donne) ci inventiamo queste prove di resistenza. Chi poi ci va con il furgone carrellato e fa gli ultimi 30 km, sfugge ancora di più alla mia comprensione... Ma questa è un’altra storia. Ora si parla di raduni tutti italiani. Il motivo per cui vado all’ Agnellotreffen è il WE da Lupi e poi la Tendata All Travellers.

Il WE da Lupi sarà a febbraio sui monti Martani, forse farà meno freddo, ma la strada per arrivarci è molto più lunga.

La Tendata AllTravellers (che non aveva ancora una data e un luogo quando ho deciso di partecipare all’ Agnellotreffen) sarà sempre a febbraio ma sul passo di Valparola, dove la settimana scorsa la temperatura era a -17.

Mi piacerebbe riuscire ad andare ai 2 raduni perchè sono organizzati da amici, da gente a cui piace viaggiare come piace a me, che apprezza la libertà del portarsi la casa (tenda) con se, perché diventi totalmente libero e indipendente. Perchè non ci saranno 5.000 persone e quindi, più facilmente, si starà tutti insieme intorno a un fuoco, e poi perchè amo viaggiare e magari, prima o poi, riuscirò ad avere tempo per raggiungere posti più lontani e sconosciuti e allora, avere alle spalle qualche notte in situazione “estrema”, non può che fare bene. 

Detto questo, che è tutto molto bello e poetico, è iniziata la fase pratica, ovvero, come sopravvivere.

L’Agnellotreffen mi è sembrato un buon inizio, la meta è, tutto sommato, non troppo lontana da Milano (circa 240 km), la strada, a parte l’ultimo tratto, dovrebbe essere facile. Il paese è vicino a dove si pianteranno le tende e quindi immagino che ci saranno dei bar caldi e accoglienti dove stare in caso di sopravallutazione della mia resistenza al freddo o pioggia/neve a dirotto, che non si sa mai cosa succede.

Inoltre è ... organizzata, ovvero ci sarà la paglia da mettere sotto alle tende e la legna per accendere il fuoco, è una seconda edizione e quindi non dovrebbero arrivare 5.000 persone! 

L'equipaggiamento

Chiarite le questioni logistiche bisogna però capire tutto il resto; ed io ho capito che, volendo, esistono attrezzature appositamente create per andare al freddo, dormire nella neve e viaggiare (quasi) comodi, ma tutto questo ha dei costi piuttosto alti, un investimento economico che non mi sento di fare per provare una volta e poi fare (forse) 2 tendate invernali.

Quindi la mia attrezzatura sarà alquanto raffazzonata e andrò a pescare nel mio guardaroba invernale (quello che uso in montagna per intenderci) più tutta una serie di aiuti arrivati a Natale. (Santo Natale!) 

Più o meno sarà così.

In viaggio

Corpo: intimo termico, calzamaglia (Decathlon), e pantaloni da snowboard comprati al Lidl anni fa e utilizzati per le gite in montagna (mai fatto snow board in vita mia); maglia ancora da decidere tra la tecnica (Acerbis) o canotta di lana/seta (della nonna), con sopra altra maglia termica (Decathlon), una o due, quindi felpa tecnica (Spidi) e giacca invernale, ma non multistrato (Spidi) se riesco tra uno strato e l’altro anche un piumino di quelli sottili e prima della giacca la pettorina della Tucano (regalo di Natale) che ho provato in città e mi sembra che faccia egregiamente il suo lavoro.

Piedi: calze pesanti e scarponi da montagna (Gronell).

Testa/collo: sotto al casco passamontagna in pile (Decathlon), per il collo un paio di “tubi”.

Mani: sottoguanti (Dechatlon) e guanti (Tucano) con le resistenze (super regalo che credo faranno la differenza!).

Casco: Jet , sono indecisa se levare o no la visiera, che nel giro di pochi secondi è appannata e ti costringe a viaggiare tenendola aperta con conseguente congelamento dei bulbi oculari e sotituirla con occhialoni che, non respirandoci dentro, non dovrebbero appannarsi così tanto.

Sopra a tutto antipioggia e con me parecchi scaldini chimici da mettere un po’ dovunque.

Ho anche ritrovato una “copertina” della Tucano da attaccare alla Vespa, che mi piacerebbe molto riuscire a montare, ma non sono sicura di riuscirci o di finire per essere veramente troppo impacciata! 

Per dormire

Tenda: 2second (Decathlon), quella ho, quella mi porto, che poi dicono anche che vada bene per l’inverno (Ciaccia docet) .

Piano B: traseferimento in tenda più abitata alla ricerca dell’effetto “ Bue&Asinello”.

Sacco a pelo: non ho 300 € da investire e quindi ho optato per la soluzione uno dentro l’altro. Partendo da dentro: sacco lenzuolo in seta (Decathlon), sacco in pile (Gelert), sacco a pelo estivo ma comunque in piuma (Bertoni), sacco a pelo più pesante sempre in piuma (Bertoni), non sono in grado di dare indicazioni più precise, perchè li possiedo entrambi da parecchio tempo e le indicazioni di resitenza alle temperature si sono cancellate.

In aggiunta al tutto anche una copertina di pile da mettere sopra. Non oso immaginare cosa farò se mi dovesse scappare la pipì nella notte. 

Materassino: 2 autogonfianti economici. Confido nella paglia.

Addosso:  tuta in pile e una felpa calda più il passamontagna più le calze di lana. 

Per non farsi mancare niente anche uno sgabellino pieghevole, reperto archeolgico direttamente dagli anni ’70, ma veramente leggero e direi utile per non sedersi direttamente nella neve.

Poi c’è tutto il reparto cucina, perchè, come vuole la tradizione, si cucinerà e si mangerà, ed è più bello farlo in tanti, cioè coinvolgere tutti in qualcosa di collettivo e quindi viaggerà con me la pentola e il suo supporto, e dentro la pentola lo spezzatino! 

Insomma, le premesse, ora che sono arrivata a parlare di cucina,  perchè sia un bel WE ci sono tutte. 

Sempre che non congeli, prima di arrivare, strada facendo.