UN FORTE ABBRACCIO AD AMATRICE
Racconto della Tendata estiva con gli Alltravellers

Quest’anno ho deciso di andare alla tendata estiva organizzata da Motociclismo Alltravells, così ho coinvolto i miei amici: Carlo, Franco e Renato.

 “Ma dove fanno la Tendata quest’anno?”

“Ad Amatrice”, rispondo io.

“Ci penso, poi ti dico, ma andare lì mi sembra di rompere un po’ le scatole” dice Franco.

 

In effetti anche a me il dubbio è venuto, ma una frase mi risuonava nella testa “ Non lasciateci soli” una breve frase detta dal sindaco di Amatrice e rimbalzata nei media rivolta ai politici, ma in qualche modo rivolta a tutti noi.

 

Così organizziamo la nostra gita in moto, partiamo venerdì pomeriggio per fare una tappa a San Leo e il giorno successivo ci proponiamo di arrivare nel pomeriggio ad Amatrice.

Il percorso lo lasciamo decidere sempre a Carlo, è lui che si mette sulle cartine a vedere quale sia la strada migliore per andare con le moto.

L’autostrada è secondo Carlo da evitare in assoluto, così ci propone spesso percorsi tortuosi e arriviamo alla meta sempre più tardi del previsto.

“…cosa dite allora passiamo per Camerino, Visso, Castelluccio e poi Amatrice…..”

dice Carlo,

“Ma sei sicuro che sia possibile passare per Castelluccio? mi sembra aver sentito che le strade sono chiuse” obbietta Renato.

Io penso “è passato quasi un anno dal terremoto, le strade le avranno ripristinate”, così decidiamo di non modificare il percorso.

 

Questo giugno fa proprio caldo, partiamo alle 16 da Schio (VI), il termometro della mia moto segna 35°C, arriviamo in tarda serata a San Leo, ci sistemiamo in un agriturismo e poi trascorriamo qualche piacevole ora nel paese gustando la frescura. Al mattino presto partiamo, direzione Sud, passiamo per Urbania, Cagli, Sassoferrato, Fabriano, Matelica fino a Camerino dove ci fermiamo ad un supermercato per prendere alcuni bibite e panini.

Fuori troviamo alcuni alpini, ci chiediamo cosa facciano lì, sul mezzo militare c’è scritto ‘Operazione strade sicure’, facciamo quattro parole con uno di loro ma non ci capiamo molto.

La nostra incomprensione l’ho capita dopo, l’alpino con cui ho parlato era ‘dentro’ al terremoto io invece ero ‘fuori’ e pensavo che avessero messo l’esercito per controllare il traffico.

Qualche centinaia di metri e svoltiamo, troviamo le tracce di quello che è successo: case parzialmente cadute, una farmacia-conteiner, la strada per Muccia chiusa con un cartello che indica che è in zona rossa.

Chiediamo informazioni, aggiriamo la strada chiusa e ci inoltriamo verso Visso, qualche chilometro avanti l’atmosfera cambia: ci sono poche macchine in circolazione, si vedono ruspe, camion e le macerie delle case, mi sembra di sentire l’odore della polvere, sembra che il tempo si sia bloccato a qualche settimana dopo il terremoto.

Arriviamo a Visso, siamo malinconici, mi sento un po’ a disagio, tento di fare alcune foto ma non ci riesco, mi sento fuori posto. Carlo chiede informazioni ad alcuni militari per il proseguo per Castelluccio, ma dicono che non si passa, dobbiamo tornare indietro e prima di ripartire beviamo un caffè al bar del paese.

Siamo già nel primo pomeriggio e ormai il tempo stinge, la strada da fare è ancora parecchia e ci sorge il dubbio di come arrivare ad Amatrice, così ritorniamo a Muccia e poi proseguiamo verso Foligno, Spoleto direzione Norcia.

Ci fermiamo a fare benzina a S. Anatolia, con l’occasione chiedo informazioni, la benzinaia mi dice che dopo Norcia la strada è chiusa, di tornare indietro per qualche centinaio di metri e girare in direzione Monteleone, poi Leonessa e infine Amatrice.

Imbocchiamo la strada, Franco si accorge che ad un bivio c’è il bar dove ci siamo fermati durante la prima Tendata estiva di Motociclismo AllTravells alla Forca della Spina, la strada ci sembra familiare, mi fermo a fare qualche foto e i pensieri ritornano a quel viaggio.

Ormai la meta è vicina,  arriviamo al Lago di Scandarello dove si trova l’ accoglienza della Tendata e il posto dove campeggiare.

Il viaggio nonostante il poco chilometraggio fatto è stato stancante complice il caldo, arriviamo disidratati e con una gran voglia di piantare la tenda e mangiare un boccone.

Facciamo tutto in velocità e andiamo al luogo dove è organizzata la cena, parcheggiamo le moto. Improvvisamente un’ auto a tutta velocità passa in mezzo alle moto e tutti noi motociclisti ci giriamo e imprechiamo contro quel ‘pazzo’ che rischia di fare del male a qualcuno.

Ci domandiamo perché lo ha fatto, ci chiediamo se siamo ben accetti in questo luogo o siamo considerati solo dei curiosi, della gente che è venuta li solo per fare festa, degli insensibili verso il dolore di questi posti.

Il dubbio di essere venuti a ‘rompere le scatole’ mi ritorna alla mente.

All’ ingresso Villaggio lo Scoiattolo vicino ad Amatrice, dov’è prevista la cena, ci mettiamo in fila con una gran fame e sete e nell’ attesa conosciamo un motociclista romano che ci travolge con la sua simpatia.

Rinfrancati dal cibo e dalla birra andiamo a piedi al centro di Amatrice per vedere e capire quello che il terremoto ha causato, sembra che il paese abbia subito un bombardamento.

Il centro raso al suolo mentre attorno case parzialmente distrutte.

Ritorniamo e decidiamo di partecipare alla moto-fiaccolata andando a rendere omaggio al semplice monumento delle vittime del terremoto, un abbraccio simbolico a tutta la comunità di Amatrice e alle sue vittime.

Questo è il culmine del nostro viaggio e dà un senso a tutto questo.

A questo punto il sonno si fa sentire e ritorniamo al lago e prima di infilarci nel sacco a pelo un breve giro tra moto, tende e fuochi di bivacco.

 

La mattina mi sveglio presto, ritrovo il simpatico motociclista abruzzese con cui avevamo scambiato qualche battuta la sera precedente, gli chiedo se era riuscito a montare la tenda (dubbio  espresso la sera prima) e mi mostra il suo giaciglio sotto una piantina e la tenda ancora nella sua sacca usata come cuscino.

Parliamo troppo forte per quell’ ora del mattino, ma non ce ne accorgiamo, rompendo un po’ le scatole a motociclisti li vicino.

(la prossima volta per scusarmi vi pago da bere).

 

I miei amici si preparano per tornare a casa, io invece mi fermo, vado sul Gran Sasso per poi ritornare al lago dove trascorrerò anche la notte successiva.

Partiamo insieme e andiamo a fare rifornimento al distributore di benzina vicino ad Amatrice e lì ci salutiamo.

Mentre faccio rifornimento sono assieme al altri motociclisti, arriva un uomo in auto inizia a parlare con uno di loro dicendo:

‘Siamo rimasti in pochi qui’

poi parlano della politica che non fa il suo dovere e della ricostruzione ancora da iniziare, poi prima di partire il motociclista si rivolge a quell’ uomo facendo gli auguri per un futuro migliore .

Io sono li e sto introducendo la banconota in quel distributore, taccio, ma anch’io faccio gli auguri a quell’ uomo e a tutti quelli che sono stati vittime di quel terremoto.

Spero tra pochi anni di tornare in moto e di non vedere più macerie, ma almeno le case ricostruite.