Nel regno del Bhutan sulla mitica Enfield
Tutto è iniziato un giorno come tanti altri, dal mio ufficio di Hong Kong. In uno di quei momenti in cui devi staccare, e senti che devi esplorare il mondo. Ti fermi, guardi fuori (la giornata di sole non aiuta la concentrazione sul lavoro), ed apri la cartina.

Gran parte dei Paesi attorno a me li ho visitati, ma il Bhutan è sempre rimasto lì, ad aspettare. Ad aspettare il momento giusto. 

Essendo un Paese "chiuso", un regno incastonato tra le vette dell'Himalaya, ancora un po' impaurito dall'impatto che potrebbe avere il mondo esterno sulla sua cultura, ci sono delle regole ben precise: ci si può accedere solo tramite agenzie turistiche locali, bisogna avere una guida, e un itinerario prefissato. Tutti elementi questi che di solito mi disincentivano a visitare un posto, se non che... Guardando le opzioni a disposizione ho trovato un'agenzia che offriva il tour su una Enfield. Avendo guidato in giro per lindia in Enfield, questo dettaglio ha cambiato tutto e quindi la pianificazione è cominciata.

Facendo fotografia, per me non era solo il giro in moto che mi attraeva, e quindi ho pianificato il viaggio in concomitanza di un festival religioso in una zona remota del Bhutan. L'obiettivo fu quindi di raggiungere la meta "and enjoy the ride!". In Bhutan ho poi scoperto che Khandu, il proprietario dell'agenzia, ha anche fondato un Motorcycle Club a scopo di beneficenza, con la quale ora sto anche portando avanti un progetto. Arrivare in Bhutan non è stato facile, nanche da Hong Kong. Ma d'altronde se fosse facile arrivare in paradiso ci andrebbero tutti :). Una volta arrivato, però, la gente, la cultura, le strade e la misticità del festival hanno fatto dimenticare il lungo pellegrinaggio per arrivarci. Poi le immagini parlano da sole.

Stefano 
www.restlesstravellers.com

Per chi fosse interessato: contatto in Bhutan: un nostro fratello rider: builder rider <khandu.btn@gmail.com>