UN TÈ AL CRAG NY BAA
Fidanzata a Londra per breve esperienza accademica. Idea! Vado a trovarla in moto. Ho 10 giorni di ferie, lei mi sopporterà al massimo per un weekend. Mi allungo all'Isola di Man...

Sostituzione di catena, corona e pignone due giorni prima del viaggio e via. La FJ consuma come un F14, ma è comoda da morire con il suo sellone lungo quanto il rettilineo del Mugello. Mi sparo 1,340 km in un giorno. Mega trasferimento da Varese a Londra, incluso il tunnel da Calais a Folkestone.

Arrivo a Londra in un tranquillo venerdì sera. Attraversamento del Tower Bridge con lacrimuccia nel casco e cuore che suona un pezzo degli Who. La moto va che è una bomba. Raccolgo i frutti di un meticoloso e attento restauro, incominciato sin dal suo acquisto nel settembre del 2012. FJ osservata speciale. Piace a tutti. Le girano intorno mentre la metto in moto. I due scarichi Mivv omologati suonano sinfonie di rara bellezza, nel weekend Londinese. Londra in moto è qualcosa di incredibile. Io e la moto ci fondiamo con la metropoli. Ogni trasferimento, anche il più breve, dura almeno 20 minuti. Gli occhi fanno scorpacciate di immagini, momenti e colori. Il manubrio lavora sodo tra fondi sconnessi e asfalto levigato. 

L'isola è musica...


Arriva il lunedì. Distacco dalla metropoli e nuova missione. Isola di Man via Liverpool. Il cuore smette di suonare gli Who e propone qualcosa di più fragoroso, di più audace: Led Zeppelin tutta la vita. Viaggiare sull'Isola di Man con una furia classe '89 ha avuto un sapore diverso. Un misto di nostalgia dei tempi andati, affermazione della supremazia del carburatore e conferma che una nonnetta di quasi 30 anni può ancora dire la sua (affrontando la discesa del Crag Ny Ba a 228km/h). Faccio il giro del percorso ben 4 volte in tre giorni. La FJ si lascia domare. Scorbutica sulle disconnessioni create dalle radici degli alberi, lungo il percorso cittadino; potente, pastosa e veloce nel 'mountain'. La vista dai punti più alti è sconvolgente. Lascio la FJ in moto nei lughi di culto dell'Isola. I 4 pistoni si inchinano alle gesta di chi ha vinto, di chi è stato vinto e di chi non c'è più. Anche la lancetta del contagiri decide d'inchinarsi a qualcosa e raggiunge il fondo dello strumento. Inerme. Spero di salvarla al rientro, con un'operazione chirurgica e un po' di colla.

Visito musei dedicati alle motociclette. Consumo the a profusione al Crag Ny Baa. Non bevo birra. Mi tengo sveglio. Ascolto le voci degli altri motociclisti. Osservo le usanze dei motociclisti locali che staccano dal lavoro e, qualunque sia la condizione meteo, raggiungono questo bar e parlano di problemi quotidiani, della preparazione del TT e dei loro viaggi in moto. L'Isola è musica per i sensi di un motociclista. È uno studio fotografico a cielo aperto per gli amanti della fotografia. Scateno la D70 e l'obiettivo 16-300.

Fine memoria della macchinetta. Fine ferie. Fine divertimento.

Si passa per un altro weekend a Londra prima del rientro in Patria.

IOM. I love you.