Islanda: Terra Madre
Ghiacciai, deserti, geyser, cascate e vulcani ancora attivi: l'Islanda sorprende per la sua natura esplosiva, quasi primordiale. Per apprezzarne tutta la magnificenza ci siamo fatti accompagnare da un geologo motociclista

Fra le terre più sognate dai motociclisti, soprattutto da quelli che amano i luoghi in cui la natura è protagonista, c’è la Islanda. Nessun altra nazione al mondo condensa ambienti così contrastanti. Ma il Paese meno popolato d’Europa è condannato a restare un miraggio per chi non ha almeno due settimane a disposizione per visitarlo. Per arrivare in Danimarca dall’Italia occorrono 2 giorni, poi si sale sul traghetto della Smyril Line che salpa ogni giovedì (o il sabato se si sceglie la tratta dalle Isole Faroer) per approdare al porto di Seydisfjordur, sulla costa orientale dell’isola, dopo ben tre giorni di navigazione. Siamo d’accordo con voi, ogni chilometro di viaggio percorso val la pena di essere vissuto, ma non sempre si ha il lusso del tempo a disposizione.

tabù da sfatare

La formula “fly&ride”, allora, con noleggio in loco del mezzo, può essere una soluzione, ma significa privarsi del gusto di condividere la strada con la propria moto. Consigliamo quindi di affidarvi ad un tour operator specializzato in viaggi in Islanda che offra un servizio di trasporto moto e bagagli. Altro aspetto che inibisce i turisti a raggiungere l’Islanda sono i prezzi non certo economici. Sappiate che estistono 20 ostelli e bed & breakfast che non vi prosciugheranno i risparmi. Vi intimorisce il fuoristrada? Gli stessi islandesi amano guidare su asfalto in sella a pittoresche custom e moto super sportive (limite di velocità 90 km/h su tutta l’isola). Intraprendere una pista off road è una vostra scelta, che consigliamo vivamente a chi ha un minimo di esperienza. Infine, siete meteoropatici e vi preoccupa assai il fatto che piova e faccia freddo? In parte è vero, ma sappiate che il meteo cambia continuamente e le temperature oscillano tra 10 e 18 gradi (agosto).

la terra dei vulcani

Per raccontarvi un viaggio così importante eravamo in cerca di una guida fuori dalle righe e ci siamo imbattuti in Alessandro Tamburini, titolare del tour operator Exodus, l’unico ad oggi a offrire il trasporto moto e bagaglio (al momento valido solo nelle settimane centrali di agosto) con volo diretto da Roma e Milano. Basterà consegnare la moto una settimana prima della vostra partenza e potrete approfittare di tutti i giorni a vostra disposizione ottimizzando i tempi di trasferimento in sole 4 ore contro 5 giorni. Alex oltre ad essere un motociclista appassionato è un geologo: valore aggiunto inestimabile per esplorare una terra forgiata dai vulcani. Perché in Islanda sono circa 200 i crateri che manifestano tutt’oggi la propria attività effusiva con eruzioni più o meno spettacolari. Come quella provocata dall’impronunciabile Eyjafjallajökull (2010) che paralizzò per giorni i collegamenti aerei dell’intero emisfero boreale. Il paesaggio lunare è talmente realistico che anche la NASA decise di sperimentarvi l’atterraggio delle
missioni Apollo.

la capitale

Si parte e dopo 4 ore di volo il comandante dell’Icelandair annuncia la manovra di atterraggio. Arriviamo in un giorno di sole, nel quale gli islandesi non perdono occasione per ritrovarsi in piazza, come in qualsiasi città mediterranea. Reykjavik, la capitale, rivela immediatamente il suo essere cosmopolita, ma anche la sua natura tradizionalista, specie nella cucina: la pulcinella di mare marinata, gli spiedini di balena e lo squalo putrefatto, che richiama le antiche radici vichinghe (l’assaggio è a vostra discrezione) sono solo alcuni esempi di gastronomia locale. Urbanisticamente è una combinazione tra antico e moderno, come del resto il suo spirito: di giorno sonnecchia tra librerie e caffè; di notte, si dà alla mondanità in perfetto stile europeo.

tra muschi, magma e geysers

Recuperata la nostra moto ci spostiamo lungo la penisola di Reykjanes quel poco che basta a scatenare in noi molti “geointerrogativi” ai quali ci risponde la nostra guida, Alex: “Il vulcanismo islandese è principalmente di tipo fissurale, dove la fuoriuscita del magma avviene attraverso le spaccature della crosta terrestre creando gli enormi campi di lava che attraverserete
in sella. La penisola di Reykjanes ne è un esempio lampante. I muschi che ricoprono parte della superficie islandese sono come
un soffice materasso. La loro presenza è dovuta alla degassazione della camera magmatica che rende particolarmente porosa
la lava. Provate a sdraiarvici sopra!“. Imboccata la Ring Road (N1) in senso antiorario arriviamo faccia a faccia con il Geysir: un fenomeno che deve il suo nome all’Islanda. La vicinanza del magma ad una falda acquifera ne causa il riscaldamento e, salendo in superficie, sfoga la pressione accumulata con scenografiche eruzioni. 5 minuti di pazienza e avrete il vostro scatto! Nel mondo è possibile osservare i geysers soltanto in sette aree dislocate tra Europa, America, Russia e Nuova Zelanda. Il viaggio prosegue fino a Skogafoss: la “cascata del bosco” (60 m di salto) che, un tempo, rappresentava il limite della scogliera e, adesso, dista decine di
chilometri dal mare a causa della costante evoluzione dell’isola. Proseguiamo sulla N1 fino a raggiungere il Vatnajokull, il ghiacciaio più esteso d’Europa. Un’atmosfera surreale introduce la cartolina della laguna glaciale (Jokulsarlon) che non lascia spazio alle parole: il turchese magnetico degli iceberg contrapposto alla sabbia vulcanica vale, da solo, il prezzo del viaggio. Da buoni motociclisti non potevamo mancare il passo di Öxy (facile sterrato) e così manteniamo il manubrio sulla storica Ring Road. Dagli iceberg alla caldera del vulcano Krafla il cambiamento di paesaggio è incredibile: sembra di stare su Marte! In realtà ci troviamo circondati da un’area geotermica di circa 10 km quadrati dai mille colori. È uno scenario preistorico dove sarebbe più naturale incontrare un dinosauro che un essere umano. E anche questa sensazione di straniamento ha una spiegazione geologica: è frutto dei gas provenienti dalla camera magmatica del Krafla, che fuoriescono dal sottosuolo sotto forma di fumarole o pozze di fango bollente. Pensate che a soli 1.000 metri di profondità la temperatura raggiunge i 200 gradi.

l'entroterra

Tornati con le ruote sulla N1 osserviamo che l’anello di strette piste in gran parte sterrate è ormai un lontano ricordo. Per riscoprire l’antico fascino della polvere islandese si deve puntare sull’entroterra. Noi abbiamo percorso parte della F109 da Modrudalur, l’ultimo avamposto per il rifornimento di carburante prima di lanciarci a gas aperto nel deserto di Odadahraun, un mare lunare sterrato, e ammirare il vulcano Askja. Ripresa la via dell’asfalto, facciamovisita a Svalla e Asrmud nella riserva del lago Myvatn. Nell’interno, l’economia delle fattorie come la loro si basa, da sempre, sull’allevamento del bestiame, anche se l’arrivo del turismo (anni ‘80) ha trasformato diverse stalle in camere confortevoli. Viaggiando con Alex non cercavamo un vero e proprio itinerario da proporvi (alcuni spunti li trovate sul suo sito www.islandainmoto. it) ma volevamo scoprire - e raccontarvi - alcuni interessanti aspetti geologici legati a questa terra, considerata l’isola più giovane d’Europa con “solo” 20 milioni di anni, ma che offre paesaggi primordiali; l’unica in cui è possibile osservare dal vivo la Dorsale Medio Atlantica e il processo di separazione delle placche, comunemente conosciuto come “deriva dei continenti”. La placca europea e quella americana si stanno allontanando alla velocità media di 2 cm all’anno, a conferma che il Pianeta è “vivo” e va rispettato, come fanno, da sempre, gli islandesi. Quando hai intorno
una natura grande come la loro, impari a sentirti piccolo, a “ridimensionarti”: l’unico modo per essere grandi!

la democraziona che viene dal web

All’inizio della crisi finanziaria globale (2008) l’Islanda ha visto fallire il suo sistema bancario ma ha saputo reagire e rinascere più forte di prima, offrendo all’Europa una grande lezione di democrazia. Fra l’altro, ha eletto una Consulta con lo scopo di redigere la bozza di una nuova Costituzione ricorrendo per la prima volta all’utilizzo del “crowdsourcing” (da crowd, gente comune, e outsourcing, esternalizzare una parte delle proprie attività) pratica per cui un’azienda o, come in questo caso, un’istituzione chiede l’aiuto dei cittadini tramite il web, social network compresi. Nel 2010 un Consiglio costituzionale formato da 25 cittadini ha ridiscusso alcuni principi fondamentali, che nel luglio 2011 sono stati presentati sotto forma di bozza al Parlamento. Successivamente i testi non definitivi sono stati pubblicati online a completa disposizione dei cittadini, perché potessero esprimere e sciogliere ogni perplessità. Il 20 ottobre 2012 il popolo islandese ha votato e approvato con un referendum il testo della nuova costituzione nazionale. Il testo dovrà ora superare l’ultimo scoglio, perché l’ultima parola spetterà comunque al Parlamento, che non potrà in alcun modo ignorare il parere degli elettori.

trasporto moto

I motociclisti che hanno pochi giorni di vacanza possono ricorrere a Exodus che, in agosto, offre il servizio di trasporto moto. La compagnia di bandiera - Islandair - vola direttamente su Reykjavik da Roma e da Milano, dove troverete moto e bagagli. In abbinamento al trasporto potrete scegliere di prenotare il solo pacchetto fly&ride (volo + pernottamenti) con tour individuale o scegliere di partecipare ai tour di gruppo: The Dream EXPLORE (su sterrato facile, consigliato solo pilota) e The Dream COMFORT (su asfalto, per pilota e passeggero). Costi: quota moto 1.590 euro (17 moto per camion) + gestione documenti (79 euro per persona e 46 euro per moto - esportazione temporanea). Alla spedizione dovrete sommare il costo del volo, che varia dal periodo di prenotazione, e la quota di partecipazione, in base al tour scelto. Per informazioni: Alex +39.348.6063522 - www.islandainmoto.it - info@islandainmoto.it