Il TTT, i giovani, il "fuoristrada per tutti", le moto "sbagliate"
Il Tragedy Tornant Training non era esplicitamente dedicato alle moto da strada. Era un corso per neofiti assoluti. Ma è stato anche una "Tendata", aperta a chiunque. Una volta sul posto si poteva scegliere cosa fare: il solo accampamento con grigliata serale, il solo corso di fuoristrada, la gita di 70 km con guadone finale o il pacchetto completo. Infine, è stato un'occasione per riflettere su uomini, mezzi e il futuro del motociclismo...
divagazione sulle 125 cc

Avete in mente quando la gente si ritrova e inizia a lamentarsi di "Come si stava meglio prima?". Giorni fa, nella mensa della redazione, lo abbiamo fatto. Uh, che belli i tempi in cui al liceo (metà  Anni 80, nel mio caso) tutti i maschi della classe parlavano di quale 125 comprare. Ah, che epopea d'oro quella delle 125 cc da 180 km/h. Eh, che tristezza questi giovani d'oggi che passano il tempo chiusi in casa coi videogiochi. Ho contribuito anche io a questi lamenti da prefiche: il mio nipote di 14 anni è andato bene a scuola, come regalo suggerivo una bella mountain bike biammortizzata e lui ha risposto che preferiva la Xbox. E, quando l'ha ricevuta, "è stato il più bel giorno della mia vita", ha detto. Guardo i miei figli e so già che la penseranno come lui. Allora ci siamo messi a pensare: ma quand'è che i giovani hanno smesso di sognare la moto e sono passati ai videogiochi? Alberto Motti ha suggerito che la crisi sia avvenuta quando le 125 hanno ricevuto il limite di potenza massima a 15 CV contro i 34 cui erano arrivate (e chissà se sarebbero salite ancora). Non lo so se è stato così. Sicuramente, dare a un sedicenne la possibilità di volare a 180 orari, arrivando dal cinquantino, era una cosa folle. Nel 1993 avevo 27 anni, avevo già provato svariate maximoto ma, quando ebbi in mano una Cagiva Mito, quella con la carena e il doppio faro tondo (per me una delle moto più belle mai realizzate, aveva un rumore roco inconfondibile e una guida splendida, piaceva anche ai quarantenni), nel mio cervello avevo un solo imperativo: "Devo andarci a 180 km/h, a tutti i costi". Così mi infilai nella tangenziale di Milano, che era vietata alle 125 e mi tolsi lo sfizio. Se ero così scemo a 27 anni, figuratevi che danni avrei potuto fare a 16 con una bomba simile sotto al sedere!

perchè sono tramontate?

Però non so se a far passare la voglia di moto a tanti giovanissimi sia stata la semplice riduzione della potenza. Non è che tutti questi sedicenni fossero motivati solo dalla voglia di andare a velocità supersoniche. Basti pensare a tutti quelli che compravano la Vespa, o le 125 4T tipo le Honda CB o XL. Si sono estinti anche quelli. Non è perché negli anni 80 il traffico era tranquillo ed oggi è pericoloso, quella è un'idiozia che qualcuno tira fuori ogni tanto: il traffico è sempre stato pericolosissimo. Resta il fatto che, per anni, le moto piccole non si sono vendute quasi più e che l'utenza delle due ruote s'è fatta sempre più vecchia. Gli ultimi liceali entusiasti sono cresciuti, sono diventati trentenni ed oggi sono quarantenni. Tra un po' saranno cinquantenni. In teoria, dovremmo andare incontro a generazioni di trentenni e quarantenni che in moto non ci vanno, avendo preferito le Xbox. Ecco, questi sono i pensieri che ci hanno allietato durante quel pranzo in mensa, della serie "moriremo tutti". Ma essere sempre negativi non è bello. Non tutti i giovanissimi sono indifferenti alla moto, prova ne sia che sta nascendo una nuova generazione di 125 sportive molto belle, anche se con 15 CV. Non è poi detto che se sei un fanatico di videogiochi a 15 anni tu non possa essere affascinato dalle moto a 30. Cosa c'entra tutto questo con il TTT? Lo capirete continuando a leggere.

il senso dell'Uomomezzo 

Ultimamente, a Motociclismo ci stiamo dando alle tendate. Sono formule semplicissime, ci si ritrova lì con la tenda, portatevi il cibo, punto e stop. A dire il vero, di tendate ne abbiamo fatte solo due e la seconda aveva un programma (il corso di fuoristrada per moto da strada) e dei pasti organizzati da noi, ma siamo solo all'inizio. Avendo io la fissa per l'UomoMezzo, ovvero la foto con la stessa posa (moto ripresa dal lato destro, pilota accanto alla targa), a queste tendate mi sforzo di fotografare tutti (sul momento è una palla immane, per chi fotografa e per chi viene fotografato, ma poi è un bel ricordo), per poi creare un mega-file dove raccogliere gli UomoMezzo di tutte le tendate. Per dire, se partecipi a quattro tendate, compari in quattro foto di fila, con la stessa posa, ma con lo sfondo diverso. Bello, no? Per ora, però, sono davvero poche le persone che hanno l'onore di comparire due volte in questa cartella (che presto diventerà un album online accessibile a tutti) e quello che m'ha sconvolto è che sono quasi tutti giovanissimi, o piloti di piccole moto.

i giovani travellers bissano

Andrea Sarani, ad esempio, 20 anni, è uno di loro e con la sua piccola Yamaha DT125 è andato da Pavia alla Forca della Spina (oltre Spoleto, PG) per strade statali. Alla seconda tendata, che s'è svolta a Carpaneto (poco sotto Piacenza) giocava in casa, ma se lo meritava. Stefan Bozintan, talmente fanatico di cinquantini da essersi autosoprannominato "Fiftymaniac", ha partecipato a entrambi gli eventi facendosi la strada da Padova col suo 50. Il 21enne Martino Martinucci, di Ferrara, ha partecipato a entrambe le manifestazioni con la sua Kawasaki ZZR250. Il 23enne Simone Di Carlo ha partecipato a entrambi gli eventi, questa volta con una moto comoda e veloce (la Honda Africa Twin 650). Nani Prampolini è l'unico over 23 ad avere partecipato a tutte e due gli eventi (ha passato i 50) ma alla Forca della Spina, da Vicenza, c'è andato con uno scooter da 150 cc, mentre alla seconda tendata aveva una BMW R 65 da strada con la quale ha partecipato al corso di fuoristrada. Vederlo fare tornanti sterrati e guadi con quella moto "sbagliata" ci ha fatto pensare a Philppe Jambert, un francese che, nel 1979, partecipò alla Parigi-Dakar proprio con una  R 65 da strada, completa di borse e parabrezza, riuscendo a concludere diverse tappe. Il sedicenne Nicholas Nava avrebbe voluto partecipare tanto alla Tendata di Forca della Spina quanto a quella di Carpaneto, ma è stato sempre fermato dai genitori. Li capiamo; ma Nicholas non è uno che andrebbe a 180 all'ora in tangenziale. La sua moto, la Derbi Terra Adventure, non è certo da smanettone, ma da viaggiatore in erba.

MOTOCENSIMENTO

 Non siamo riusciti a recensire o fotografare tutte le moto presenti, ma su un campionario di 52 ci divertiamo ad analizzare quali marche o modelli fossero presenti. BMW fa la parte del leone: in tutto erano 13, delle quali 9 con la sigla GS e 7 sia GS sia boxer. Del resto, la R 1200 GS è la moto più venduta d'Italia, altro dato che conferma la non estrema giovinezza dei motociclisti italiani (negli anni 80, la moto più venduta in assoluto, scooter compresi, era la Cagiva SST125!). Di stradali ce n'erano solo due: una F 800 R e una R 65. Entrambe hanno girato dentro la pista da cross e la R 65, come abbiamo detto, s'è fatta anche il giro della domenica, superguado compreso. Di Honda ce n'erano 11, sei delle quali equamente divise tra Africa Twin e Transalp. Delle quattro stradali presenti, due di loro – una clamorosa Gold Wing 1500 a sei cilindri e una CB500 guidata da una ragazza – hanno girato in pista da cross. Curioso come, alla domenica, una delle tre Africa Twin abbia partecipato al giro su asfalto, mentre la ragazza con la CB500 s'è fatta il giro in fuoristrada. Buffo, no? Chi aveva il prosciutto era senza denti... e viceversa. Sette le Kawasaki, tra le quali una sola era da fuoristrada, la KLX300. Le altre erano Versys, nude e pure una sportivissima ZX6R. Ma, di queste sei stradali, solo una Versys 650 ha fatto fuoristrada. Di Yamaha c'erano una Fazer 600 e sei fuoristrada, tutte monocilindriche, dalla DT125 a due tempi alla Ténéré 660, passando per la Tricker 250 ed alcune vecchie 600 ad aria. Sette anche le KTM, quasi tutte LC8 bicilindriche e LC4 monocilindriche. C'erano anche una EXC da enduro agonistico e una SM990. Quattro le Suzuki: Di grosse e moderne "enduro" stradali, comprese le motardone 100% stradali, citiamo due Guzzi Stelvio (una arrivava da Bari!), una Ducati Multistrada, una Triumph Tiger 800, svariate BMW GS, tre KTM LC8 e una Kawasaki Versys 1000. Piccole: due 125 a due tempi (Yamaha DT125 e Aprilia 125 Tuareg Rally, quella fighissima da 34 CV degli anni 80!), due endurini da 50 cc, uno moderno (Fantic) e uno Anni 70 (Gilera), guidato da un gentleman rider per tutto il percorso della domenica. C'era anche la Vespa del cantante Davide Taloni, che s'è esibito sabato (si carica tutto sulla Vespa) e poi è scappato perché doveva suonare in cima al Passo San Marco!