Corsica Express
Quattro giorni sono pochi per visitare la Corsica, ma abbastanza per capire che quest'isola è un 'paradiso' per noi motociclisti

Tutti mi dicono che sono troppo pochi quattro giorni per andare in Corsica dal mio paese (Arsiero-VI), ma che ci posso fare, questi sono i giorni a mia disposizione prima di tornare al lavoro. Anche per questo dovrò andarci da solo, anzi non da solo ma con la Guzzi (Breva 1100). Questo è il primo viaggio in solitaria di più giorni e mi dà una certa ansia, penso a tutti gli inconvenienti che potrei avere così mi porto appresso un sacco di cose: olio motore, una batteria di scorta, delle candele per il motore, kit vari nel caso di foratura, una serie di chiavi a cricchetto, ecc... Lo so benissimo che sicuramente non mi serviranno ma mi danno una certa tranquillità.

Il programma prevede di partire giovedì pomeriggio e di essere a casa per domenica notte, due giorni sull’isola, il primo prevede di salire a Nord verso Capo Corso per poi discendere sulla costa ad Ovest, il secondo di andare a Corte e visitare le Gorge de la Restonica, poi spostarmi a Ovest verso Porto e ritornare a St. Florent, dove ho deciso di fare campo base e di trascorrere le due notti.

si parte

Devo imbarcarmi a Genova in serata e per arrivarci dovrò percorrere i 400 km di autostrada, pranzo a casa e poi parto, arrivo a Genova all’ora di cena. Durante la sosta, prima di salire sul traghetto, incontro un altro motociclista solitario, Giulio. La sua moto è una Yamaha Supertenere, ribassata (sella e con la leva del mono ridotta): ha intenzione di fare un giro in Corsica, Sardegna poi trasferirsi in Toscana per andare a trovare dei conoscenti. Il traghetto parte quando scende il buio e Genova ha le luci accese, passiamo di fianco alla Concordia in fase di smantellamento e... tocco ferro, non si sa mai. Ritrovo Giulio più tardi, beviamo insieme una birra, ci raccontiamo dei posti dove viviamo, delle nostre famiglie e del lavoro, poi tutti in branda, almeno lui, io mi sistemo in poltrona. Sicuramente ho perso un po’ di elasticità muscolare, ma adattarmi a una poltrona per dormire è un po’ difficile, non riesco a stendere le gambe e il ginocchio mi fa male; qualche ora riesco a riposare ma poi devo alzarmi e passeggiare. A poppa, trovo dei giovani e delle famiglie sistemate con il materassino e sacco a pelo, provo un po' di invidia per loro. 

l'incognita "compagno di viaggio"

La mattina sono sul ponte a guardare il porto di Bastia che si sta avvicinando, mi affretto a fare colazione e insieme a Giulio decido di fare il primo tratto di strada insieme. Il mio timore di viaggiare in solitaria lentamente svanisce, ora devo capire che motociclista sia il mio compagno, se smanettone (di quelli che vogliono arrivare subito alla meta) oppure un tranquillo turista, io spero voglia gustarsi il paesaggio. In poco tempo arriviamo al Col de la Serra dove la strada asfaltata cambia direzione, facciamo delle foto e poi notiamo il piccolo porto di Centauri e decidiamo di fare una visita, devo dire che Giulio si dimostra un ottimo compagno di viaggio. Beviamo qualcosa e poi ripartiamo in direzione Sud fino a Saint Florent, qui le nostre strade si dividono: io cerco un campeggio mentre lui vuole proseguire in direzione di Calvi.

La Corsica vista finora è bella, soprattutto la costa ad Ovest, non si può dire la stessa cosa del fondo stradale. Il pomeriggio lo passo a riposarmi dalla tormentata notte passata in traghetto, vado in spiaggia e riposo. Tornato in tenda conosco il mio vicino di piazzola: un motociclista solitario con la sua Honda Transalp, lui è un avvocato con fisico da palestra: mi offre una birra e poi, come sempre, si parla delle nostre famiglie, del lavoro e ovviamente si parla di moto. Se non si parla di moto tra motociclisti con chi se ne può parlare? Dopo anni di lettura di riviste, di fiere e di raduni, finalmente puoi discutere per ore della tua passione. Mi consiglia per il giorno successivo di andare verso la Plage de la Saleccia, dove era stato quel giorno e dove per arrivarci devi percorrere una strada sterrata per alcuni chilometri. Sarò costretto a dirgli che ho le ore contate per cui non posso fare questa deviazione.

la Gorge de la Roustonica, Porto, la Scala di S. Regina

La giornata è stata impegnativa sono stanchissimo, al punto che mi addormento senza togliermi gli occhiali. Al mattino scopro che girandomi nella notte ho piegato gli occhiali e una lente è uscita dalla montatura. Il mio vicino invece si sta preparando per prendere il traghetto, ci salutiamo, mangio una mela e parto in direzione Corte seguendo la strada principale all’ interno dell’isola, visito la Gorge de la Roustonica, ma c’è traffico e poco posto per parcheggiare così percorro le gole velocemente senza contemplare la bellezza di questo luogo.

Ritorno a Corte, mi sposto direzione di Porto percorrendo la Scala di S.ta Regina e constato quanto letto su una rivista: ‘La Corsica è il paradiso dei motociclisti’.

Le ore passano velocemente, la giornata è calda, i posti sono bellissimi, la moto va bene, le curve sono una goduria.

ultimi chilometri e si torna a casa

Attraverso Calvi: qui la strada è più scorrevole, mi aspetta L’ lle-Rousse e il campeggio a Saint Florent. Nonostante non mi sia fermato spesso arrivo di sera con una buona dose di stanchezza e di fame. Ormai è quasi finita questa permanenza in Corsica, sono rimasto poco ma ne è valsa la pena, mi rimane una grande voglia di ritornare e nell' addormentarmi inizio a fantasticare su quali strade potrei percorrere se dovessi tornare.

Mi alzo presto e percorro i pochi chilometri dall’imbarco fermandomi spesso e assaporando le luce calda del primo mattino, poi il lungo imbarco. Qui trovo un giovane che viaggia con una ragazza, mi tratta con un certo rispetto visto che potrei essere per età suo padre, la sua moto è una nuovissima Ducati Scrambler con la quale ha girato la Corsica. Lo guardo con una certa simpatia, mi vedo in lui quando da giovane giravo (anche se non in moto) con lo zaino, mi piace il modo in cui lo fa senza troppi fronzoli, con una moto essenziale, una tenda uno zaino e così penso a tutto quello che mi sono portato dietro (compresa la batteria per la moto).

Come sempre, quando ritorno, ho voglia di farlo in modo veloce, ho voglia di essere a casa, ho voglia di sbarcare e spero di farlo quando sia ancora giorno.

Così succede: scendo dal traghetto e parto velocemente, direzione Arsiero. Durante il percorso il traffico non è intenso e, in prossimità di Piacenza, una bella immagine mi appare: l’autostrada deserta e la luna piena che sorge proprio in direzione del mio andare.

Arrivo a casa di notte,  lascio le cose sulla moto, vado per prima cosa da mia moglie che dorme, le do un bacio, si sveglia e mi dice ‘Tutto bene?’, rispondo ‘Si, dormi che ti racconto tutto domani’.