Tour de Corse: le più belle strade dell'isola
Nel Mediterraneo sono molte le isole che si contendono l'amore dei motociclisti. La Corsica è forse la più schiva e, proprio per questo, capace di regalare emozioni forti. Vi proponiamo le 10 strade più belle, senza farci mancare nulla: spiagge (bianche e nere), scogliere, alti picchi, antichi borghi e vecchi mulini. Del resto, si sa, questa è terra di contrasti.

Una montagna in mezzo al mare: questa è la Corsica, svenduta come oggetto di scambio dai Genovesi ai Francesi con il trattato di Versailles del 1768. Un gesto che la racconta lunga sul cuore ribelle e il desiderio d’indipendenza dei suoi abitanti. La bandiera politica inganna: qui il vocabolario francese non serve, perché l’isola risponde a un unico padrone (e protettore), il suo popolo, che parla corso, punto. È gente semplice, con poche regole ma chiare, dove il rispetto per la propria terra è legge e sbarcare con l’atteggiamento “io pago, io pretendo” è fortemente sconsigliato. In passato atteggiamenti arroganti hanno alimentato racconti che la descrivevano come il “triangolo delle due ruote”, dove si narrava venissero restituiti soltanto piloti e passeggeri... rigorosamente a piedi. I Greci, noti amanti delle cose belle, la chiamavano Kallíste (la più bella) e ancora oggi è considerata l’Île de Beauté (l’isola della bellezza). Bastano 28 km in linea d’aria per passare da 0 m di mare caraibico a 2.706 m di vette acuminate (Monte Cinto) spolverate di neve. Circa un terzo della Corsica è protetto da un parco e gran parte della costa è ancora immune da selvagge colate di cemento, regalando così un territorio d’altri tempi dove il consumismo stenta ad attecchire. Chi se ne infatua la protegge, è un istinto naturale, è il segreto che per anni ha ritardato lo sbarco del turismo di massa...

guidare in corsica

Traiettorie cariche di ritmo percorrono in lungo e in largo l’intera isola, serpeggiando sulla litoranea fino a scalare le aspre montagne. Dalle grandi manciate di gas rilasciate sulle strade nazionali (contrassegnate con la lettera N), nell’entroterra i tempi di percorrenza posso allungarsi notevolmente con velocità medie che si abbassano fino a 30 km/h. Ma non importa: con un manubrio tra le mani in Corsica il divertimento è assicurato: se manca la curva c’è il paesaggio, se manca il paesaggio c’è la curva, e i due elementi finiscono sempre per litigarsi l’attenzione del pilota. Chi si avventurarsi nell’interno deve seguire una sola regola: prudenza. Per strada non mancano mai mucche e allegre famiglie di maiali selvatici, di tutte le misure. Il fondo stradale, generalmente buono, può cambiare improvvisamente maculando l’asfalto con estrema fantasia e indubbia tenuta. Più la carreggiata si restringe più l’auto corsa si allarga, portando a incontri ravvicinati con enormi 4x4, privi di clacson. I corsi, in generale, non hanno mezze misure: o passeggiano con andamento soporifero o sorvolano l’asfalto svoltando a memoria. Meglio evitare sorpassi azzardati a veicoli targati 2A (dipartimento Corse-du-Sud) o 2B (dipartimento Haute-Corse) perché la reazione potrebbe essere imprevedibile, anche se apparentemente su mezzi innocui. Tutte situazioni da verificare di persona se volete comprendere il carattere introverso della Corsica e dei suoi abitanti. Ma veniamo adesso alla nostra Top Ten: abbiamo selezionato per voi dieci strade che riteniamo essere l’eccellenza della regione in fatto di paesaggi e traiettorie, un puzzle di curve e cartoline che potrete comporre a vostra scelta ottenendo una vacanza a vostra misura.

1 - IL “DITO” (D80 - 100 km)

Guidatela tutta d’un fiato, da Bastia all’innesto con la D81, vicino Saint-Florent. La sua traiettoria segue il disegno del “Dito” invertendo la rotta a Capicorsu, con sosta fotografica al Mulino Mattei. Da non perdere una sosta alla spiaggia nera di Nonza.

2 - LA CASTAGNICCIA (D71 - 70 Km)

Con la D71 si attraversa uno dei territori più selvaggi della Corsica, da Ponteleccia all’innesto con la N198. La sosta obbligata è a Morosaglia per visitare la casa-museo di Pascal Paoli: eroe corso per eccellenza! La strada serpeggia tra castagni secolari e ampie schiarite, ignorando l’esistenza del rettilineo. È un trionfo di curve serrate che mettono a dura prova ciclistica e pilota.

3 - VAL D’ASCO (D147 - 30 Km)

La D47 prende a braccetto il fiume Asco, lasciando poi alla D147 il compito di proseguire il suo cammino alla scoperta delle sue magnifiche Gole. A colpi di gas e marce basse si raggiunge la stazione sciistica di Haut Asco, alle pendici del monte Cinto, il “tetto della Corsica” (2.706 m).

4 - VALLE DELLA RESTONICA (D623 - 15 Km)

La D623 è l’unica strada a pagamento dell’intera isola (3 euro da maggio a settembre): conduce nella Valle della Restonica, nel cuore del Parco Naturale Regionale della Corsica.

5 - LA SCALA DI SANTA REGINA (D84 - 80 Km)

Da Francardo a Porto, la D84 non delude mai, offre un concentrato delle bellezze della regione: dalla montagna al mare, passando per il lago di Calacuccia (diga artificiale), a tratti aspra a tratti generosa, in equilibrio perfetto tra guida e paesaggio.

6 - LE CALANCHE (D81 - 10 Km)

Al tramonto la D81 non ha rivali: le gigantesche formazioni granitiche che sono le Calanche di Piana (dal 1983 Patrimonio dell’Unesco) si accendono come pietre infuocate regalando una gamma cromatica mozzafiato. Pochi km da centellinare metro dopo metro e fissare nella memoria.

7 - DALLE ISOLE SANGUINARIE ALLA VAL D’ESE (N196/D27/D27a - 65 Km)

Dalla N196 alla D27 fino alla D27a. La scalata dal mare alla stazione sciistica della Val d’Ese si consuma in meno di 70 km e, una volta arrivati in vetta, il bello deve ancora venire! Percorrendola al contrario vi si aprirà una strepitosa terrazza vista Isole Sanguinarie.

8 - COL DE LA VACCIA (D69 - 80 Km)

La D69 del Col de la Vaccia (1.193 m), tra la N193 (passato Vivario) e Aullène, è l’esempio di una Corsica “stradale” che si sta allargando a dismisura a fronte di una forte richiesta turistica. Resta comunque un Passo dalle forti emozioni paesaggistiche... purtroppo non più selvaggio come un tempo. 

9 - COL DI BAVELLA E FORESTA DELL’OSPEDALE (D268/D368 - 75 Km)

La D268 e la D368 sono nate per essere guidate in coppia, collegando Solenzara a Porto-Vecchio con un virtuoso saliscendi tra Zonza e la costa di levante. La prima porta in dote il Col de Bavella (1.218 m), con splendide guglie di granito e una venerata Madonna delle Nevi. Curiosità paesaggistica sono le cime degli alberi, tutte piegate dal vento. Sulla D368 stessi Km, stesso carattere, dote diversa: qui si viene catapultati all’interno della Foresta dell’Ospedale, tra pini e faggi e una splendida diga artificiale.

10 - DA BONIFACIO A SARTENE (N196 - 30 Km)

Partendo da Bonifacio la N196 si scatena, 7 km dopo Pianottoli: è la strada perfetta! Guidatela una volta e la ricorderete per sempre, con il suo asfalto impeccabile dove pennellare curve formose perfettamente raccordate e super panoramiche.