Tende mono/biposto: per piccina che tu sia...
Non c'è albergo a cinque stelle che ti possa far dormire a portata dei panorami che ti permette di godere la tenda. Certo, è scomoda, ma è la casa dei viaggi più a contatto con la natura. Ecco otto tende mono/biposto

L’enduro si divide tra agonistico, tecnico ed esplorativo. Nei primi due casi, il fine è percorrere mulattiere scassatissime nel migliore modo possibile, quindi con moto leggere, senza bagagli e con guida aggressiva. Al contrario, nel caso dell’enduro esplorativo il fine è andare da A a B. La mulattiera scassatissima non è più lo scopo della giornata, ma un ostacolo da superare. Non importa farlo nel migliore dei modi, la moto può anche essere bagagliata, ciò che conta è il viaggio. A questo punto, può anche diventare prepotente la voglia di vivere i posti al punto da passarci la notte. La tenda sulla moto, quindi, non scaturisce dalla necessità di spendere meno che in albergo, ma dal gusto che si prova a svegliarsi la mattina su un passo alpino, in riva a un laghetto, su una spiaggia marina, in una radura nel bosco, accanto a un ruscello... Quello delle tende è un universo inestricabile. Non esiste quella ideale, neanche a livello di ricetta. Nel nostro caso, la tenda che ci interessa dev’essere così piccola da poter venire legata su una enduro monocilindrica capace di fare le mulattiere, senza impacciare troppo nella guida. Nello specifico, il nostro sogno è la tenda che riesce a stare dentro le borse laterali da 20 l della Wolfman, che ci sembrano l’ideale per questo tipo di enduro: sono stagne e non danno troppo fastidio quando si zampetta. Da questo punto di vista non è andata benissimo, perché solo le due Ferrino sono entrate dentro quelle borse. Abbiamo chiesto tende un po’ a tutte le Case, riuscendo ad avere un campionario abbastanza vasto: igloo, tunnel, ad ombrello, invernali, estive, pop up... Non siamo riusciti ad avere tutte quelle che volevamo, come le Easton ultraleggere, le Hillberg da tempesta, le Nemo ad aria, la Coleman biposto da meno di 1 kg, oppure quelle a “sarcofago”, veramente minimaliste, pesanti 600 – 800 grammi.

PRO E CONTRO

Purtroppo, c’è una legge sacra: più è piccola, meno comodo starai una volta montata la tenda. In particolare, se intendete acquistare una “sarcofago”, come la Vaude Bivy, la Camp Minima o la Marmot Home Alone, cercate di capire se dormire sapendo di non potervi sedere può farvi venire la claustrofobia. Io non lo sapevo, quando anni fa comprai una Bertoni Single che sembrava perfetta per quello che avevo in mente. Ci passai una sola notte, in preda all’ansia. Così, con la morte nel cuore, ho cercato una tenda che mi permettesse almeno di stare seduto. Tenete conto che più una tenda è piccola e più difficile sarà togliersi la tuta antipioggia. Se ve la togliete all’aperto, vi bagnate. Se la togliete all’interno, laverete il sacco a pelo! Nessuna tenda di questo test ha una veranda esterna così ampia da permettervi di cambiarvi lì sotto, a parte la Bertoni Xtreme. E poi: mono o biposto? Nel secondo caso, avrete spazio interno anche per i vostri bagagli. Oppure, ci potrete dormire in due: uno porta la tenda, l’altro gli attrezzi. Parliamo di tende anche sul sito di Motociclismo (http://quandolatendatentenna.url.it), come una sorta di estensione di questo articolo, raccontando aneddoti che possono capitare andando in giro con moto e tenda.

BERTONI XTREME

Nomen omen: è la più estrema di questo test, in quanto concepita per resistere al freddo, al vento e alla pioggia, ma è venduta a un prezzo molto più basso della media delle tende da montagna. Il fratello di chi scrive ne possiede da anni la versione precedente e la usa nei viaggi invernali, tipo Elefanten o Fintentreffen, quindi sappiamo che funziona bene. La differenza principale tra la vecchia e la nuova è che quest’ultima ha la paleria posta all’esterno, cosa che le permette di venire montata sotto la pioggia senza bagnare l’interno. Viene venduta con l’interno staccato, ma conviene lasciarlo agganciato. In questo modo, mettendo i pali (tre, in alluminio, più robusti di quelli in fibra di vetro) nelle apposite asole (ci si mette un po’, perché l’estremità dei pali è cava e si impunta) e fissandoli con gli appositi perni (ecco perché i pali sono cavi anche alle estremità, vedi foto a destra), vi ritroverete la tenda già pronta, con l’interno asciutto. Il difetto di questa soluzione è che in piena estate non potete dormire senza telo esterno; inoltre, essendoci una sola apertura non si può neanche creare un po’ di corrente chiudendo le sole zanzariere. Insomma, è una tenda da autunno, inverno e primavera, ma anche estate, se la vostra meta sono le Alpi o l’Islanda. Il fondo è spesso, robusto e sopporta 8.000 mm di colonna d’acqua (il massimo, in questa comparativa); il telo esterno 4.000 ed ha le falde che si estendono abbondantemente fino a terra, per scongiurare l’ingresso di spifferi di aria fredda e di acqua piovana. Tra interno e veranda, c’è tanto spazio, si sta comodi anche in due coi bagagli. All’interno non mancano le tasche e il gancio per la lampada. Viste le abbondanti dimensioni e lo spessore dei teli, era inevitabile che risultasse la più grossa e pesante da imballata: diventa un cilindro da 55x20 cm, pesante 3,1 kg con custodia e picchetti (criterio usato per tutte le otto tende di questo servizio). 179 euro, www.bertonitende.it.

MARMOT LIMELIGHT 2

Un’altra tenda che conosciamo bene, dato che da tre anni la usiamo per i giri in fuoristrada di più giorni tipo Transardegna, Slovenia invernale, Quattro Fiumi. L’abbiamo presa a due posti, ma piccola, sia per avere un certo comfort quando ci si dorme da soli, sia per dividerla con un compare (“tu porti gli attrezzi e le camere, io la tenda”). Molto bella, ottime rifiniture, pali in alluminio, interno misto pieno/zanzariera, ha le falde che restano alte, rendendo la tenda molto fresca in estate e una tortura d’inverno, anche col sacco a pelo in piumino da 1.600 g. Si monta in un attimo, ha ganci per appendere il telo e resta bella tesa anche senza picchetti; all’interno c’è un telo sospeso al soffitto, per posarvi piccoli oggetti, libri, la lampada. Pesa 2.6 kg, compreso il telo aggiuntivo da mettere sotto, realizzato nello stesso materiale del fondo della tenda: con due strati c’è più resistenza e meno condensa. Il suo grosso difetto è che ha un solo ingresso laterale: questo significa che se chi sta contro la parete ha lo “sguaraus” notturno, per uscire gli tocca calpestare quello che sta vicino alla porta. Sarebbe il top se avesse due ingressi e anche due absidi. Da chiusa è un cilindro stretto e lungo, ma in moto sono preferibili corti e larghi. Purtroppo, dopo appena due anni di utilizzo le nastrature interne sono marcite e si sono sbriciolate: non tengono più la pioggia. Onestamente, non ce lo aspettavamo, visto anche il prezzo (240 euro). www.marmot.com

DECATHLON QUECHUA 2 SECONDS

La tenda di tipo “pop up”, prodotta da diverse Case, è popolarissima presso chi viaggia in auto perché costa poco (appena 30 euro la versione monoposto di Decathlon, l’unica che si possa portare in moto facendo fuoristrada) e si monta/smonta in un attimo. Va meno bene per ciclisti, pedoni e motociclisti perché, da chiusa, nella versione monoposto, è un disco da 58 cm di diametro, alto 11 cm (la biposto è da 65 cm, la tre posti 70 cm). Tuttavia, abbiamo scoperto che, legata sulla sella, facendola arrivare a filo del faro, la monoposto sta anche sulle enduro monocilindriche (stiamo parlando di una moto destinata comunque ad avere dei bagagli). Chi scrive l’ha giù usata in due giri invernali in fuoristrada e l’ha promossa in pieno, anche con forte vento. E non fa muffa. Si monta veramente in due secondi e ha una camera interna ben isolata dal telo esterno, al punto che nell’intercapedine tra i due ci si possono mettere gli stivali! Se ci si dorme da soli c’è spazio per bagagli e vestiti, cosa che compensa la mancanza di una veranda. Abbiamo provato anche a dormirci in due: si fa, ma è meglio riservarlo alle emergenze, o... agli amplessi amorosi. Per smontarla, una volta imparata la tecnica ci si mettono anche meno di 10 secondi, con poche ma precise mosse diventa un disco (ogni volta si ha la sensazione che l’archetto in fibra stia per spezzarsi, ma poi non succede). Il fondo è robusto, non c’è bisogno di sottotelo, ci sono le tasche e c’è il gancio per la lampada. Ha un solo, grosso difetto: se fa caldo ci si fa la sauna, si sta sotto il doppio telo solo con la zanzariera anteriore (ma, almeno, non c’è condensa), perché le piccole prese d’aria fanno molto poco. Tant’è che le sorelle maggiori, da due posti in su, sono disponibili anche nelle versioni con finestre. Incredibile il fatto che il peso dichiarato (2,4 kg) sia superiore, di parecchio, a quello effettivo: 2,1! www.decathlon.it

DECATHLON QUICKHICKER 2

Decathlon ha sempre prodotto tende economiche ma, con questa Quickhicker, ha voluto alzare il proprio livello. Le finiture sono molto buone, i pali in alluminio e le soluzioni adottate sono interessanti. Si tratta di una igloo da 2,7 kg a due posti con ingressi indipendenti, molto larghi. Non ci si dà fastidio a vicenda. I pali sono all’esterno e tutta la struttura sta appesa al di sotto: come sulla Bertoni, una volta agganciato l’interno conviene non staccarlo più, così sarà possibile montare la tenda velocemente, sotto la pioggia, senza bagnare l’interno. Il difetto di non poter dormire, d’estate, senza il telo esterno viene mitigato aprendo il telo e usando le sole zanzariere di entrambe le porte, così da creare circolazione d’aria. La paleria va infilata in lunghe asole, ma non si impunta, grazie alle sfere piazzate alle estremità. All’interno, sotto la cupola, c’è un comodissimo telo messo come portaoggetti e portalampada. 109 euro, www.decathlon.it.

FERRINO NEMESI 1

Tenda autoportante che tenta, con successo, di pesare intorno al chilo e mezzo (esattamente 1,6) e di entrare dentro le borse stagne da 20 litri di cui parlavamo prima, pur riuscendo a non far venire la claustrofobia. La parte interna è tutta in zanzariera: soluzione leggerissima e fresca d’estate, ma fredda d’inverno, anche se le falde arrivano fino a terra. Non è la tenda peggiore del test, se vista in ottica invernale. Da issare è rapidissima: la paleria in alluminio è composta da un elemento lungo e due corti, collegati tra loro e disposti a stella, con il telo interno che si appende al volo con ganci. La tenda ha la pianta di un triangolo, largo quanto le vostre spalle a un’estremità e a punta all’estremità opposta. Mentre la montate, la gente osserva questo siluro, ride e vi domanda se ci entrerete tutto intero, lì dentro. La risposta è sì: il nostro materassino (lungo 196 cm) ci sta al pelo e chi scrive, che è alto 184 cm, ha dormito benissimo, insieme alla borsa fotografica. Si riesce a stare seduti, a cambiarsi i vestiti e ad appendere la lampada. Il resto dei bagagli sta fuori, perché il telo esterno è molto più largo e dà origine a due absidi capienti. Ferrino ha creato una tenda estrema, con questa pianta triangolare: sta in piedi da sola, ma basta soffiare per farla ribaltare, se la lasciate vuota e non la picchettate. Non è la tenda ideale per le burrasche in alta quota, ma è perfetta per fare enduro. Riesce a pesare poco anche perché ha il fondo in nylon sottilissimo, che però rischia di bucarsi montando la tenda su sassi o spine, per cui è raccomandabile mettere un telo sotto la tenda. Conviene farselo in tyvex, (il tessuto usato per kite e aquiloni, leggerissimo e robusto): sagomato sul profilo della Nemesi pesa appena 75 grammi. 196 euro, www.ferrino.it.

FERRINO LIGHTENT 2

Un’altra Ferrino piccolissima, ancora più estrema. Da richiusa è leggermente più grande della Nemesi, ma anche lei entra nelle borse e pesa appena 1,7 kg. Solo che è biposto. Il trucco sta nella struttura a tunnel: avendo la paleria solo per largo, anziché per lungo o a X (quindi con pali in alluminio più corti), a parità di dimensioni, da montata, risulterà più piccola da richiusa. Oppure, come in questo caso, a parità di dimensioni da richiusa con la Nemesi, risulta molto più grande da montata, tanto da ospitare due persone. Il difetto è che la tenda non è autoportante. Va picchettata assolutamente, il che non sempre è possibile, se vi tocca dormire in un piazzale asfaltato (a volte capita), in campeggi tipo i portoghesi (col fondo in terra dura), sulla sabbia o sulla neve. Allora bisogna arrangiarsi con cordicelle o pesi e non sempre se ne ha voglia, se magari la tappa è finita di notte e non si vede l’ora di andare a nanna. Questa tenda è l’opposto della Bertoni: quella ha le falde a terra per isolare dall’esterno, questa ha il telo che a terra non ci arriva neanche, per favorire la circolazione dell’aria. Si tratta di una freschissima tenda estiva, da integrare con un telo da mettere sotto. 212 euro, www.ferrino.it.

MSR HUBBA

Si tratta della tenda più raffinata del test. Basta toccarla, per rendersi conto della qualità dei suoi tessuti: lisci, sottilissimi e resistenti. I pali in alluminio sono della DAC, molto pregiati. E la qualità si paga: 400 euro. Come architettura, si può considerare una Nemesi a pianta rettangolare e non triangolare, cosa che la rende più spaziosa e stabile col vento. Eppure, pur essendo più spaziosa della Nemesi, risulta più leggera, per via dei suoi materiali raffinati. Si risparmia peso pure nelle tasche – realizzate in maniera molto razionale - e nel gancio portalampada: una piccola asola. Anzi, diverse piccole asole, per eventualmente passare un filo appendiabiti. Il fondo è sottile, ci vuole qualcosa da mettere sotto. Le falde arrivano quasi a terra. Ma si può scegliere tra interno a zanzariera, per l’estate, o tutto pieno, per l’inverno, a richiesta. Il suo difetto principale è che, da chiusa, non sta nelle nostre borse: pesa meno della Nemesi, ma ingombra di più. www.cascadedesigns.com/msr.

WESTRAVEL K2 AUTOMATIC MONOPOSTO

Le tende che si montano in pochi secondi con un principio simile all’ombrello (vedi foto sotto) ci sono da diversi anni, come le italiane Ande e Nova o le coreane SolBei, ma questa Westravel è monoposto e costa appena 76 euro. Rispetto alla SolBei, conosciute in Italia perché fino a pochi anni fa Decathlon produceva una sua tenda, le Westravel hanno la paleria sopra il telo interno e non sopra quello esterno. Ciò significa che quest’ultimo va aggiunto dopo che si è aperta la tenda, anziché trovarsela montata al primo colpo: il pregio è che si può fare a meno di lui durante le calde notti estive, il difetto è un lieve allungamento dei tempi di montaggio e il rischio che l’interno si bagni quando il montaggio avviene sotto la pioggia. La Westravel costa poco ed è quella con le finiture meno pregiate, ma è utilizzabile in tutte le stagioni, estate e inverno comprese. Si può anche scegliere se mettere il telo esterno con la parte alluminata all’esterno, per respingere i raggi del sole, o all’interno, per accumulare calore. Ha una piccola veranda, manca il gancio portalampada all’interno, ma non ha bisogno di un telo aggiuntivo da mettere sotto, perché il fondo è molto robusto. Da chiusa è la più ingombrante e la stranezza è che la sorella a tre posti, che pesa molto di più, da chiusa è di pochissimo più grande. www.vecam.it

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Tipologia
Outdoor
 
Tende
Muz
Nickname
Muz
Cognome
Ciaccia
Nome
Mario
Citta
Milano, Italia
Provincia
MI
Moto
SUZUKI
Modello
DR-Z 400, misto tra E e S
Tipologia
enduro
Moto
HONDA
Modello
Africa Twin 750 RD04
Tipologia
enduro stradale